mercoledì 31 dicembre 2008

GAZA

Questa settimana non pubblichiamo la quinta e ultima parte delle "Cronache Africane" di Eleonora Grandi per dare spazio a quello che sta succedendo a Gaza e nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo; prima parliamo di Gaza...

Non possiamo rimanere in silenzio. Non possiamo evitare di guardare in faccia la realtà. Anche se neonata e con poche possibilità mediatiche l'Associazione OmbrenelMondo condanna con forza l'aggressione di Israele nei confronti di tutta la popolazione di Gaza; niente di lontanamente simile da quello che sta succedendo può essere tollerato da chi si vuol definire un essere umano; non può essere tollerata una tale risposta da parte di uno degli eserciti più potenti al mondo e di un Paese che si crede all'avanguardia e democratico, tanto più considerando che questa è più una risposta ad una risposta; non può essere tollerato il principio di superiorità che Israele, e non solo Israele, si attribuisce considerando la sua popolazione centinaia di volte più importante di quella palestinese. Cogliamo dunque l'occasione per prendere una posizione decisa non solo su gli eventi degli ultimi giorni ma anche sulla violazione dei diritti umani che, sempre Israele, sta commettendo ai danni sia della popolazione di Gaza sia di quella del West Bank ormai da decenni. Sembra che tutto sia divenuto parte della routine quotidiana del mondo come tante altre tragedie...ma noi, che del mondo siamo il motore, non dovevamo permetterlo.
Alcuni dei membri di OmbrenelMondo hanno visto con i loro occhi le “celle del carcere israeliano”, e non c'è media migliore dei propri occhi e delle proprie orecchie per comprendere, non tanto i meccanismi politici ed economici che si comprendono con il ragionamento, quanto il dolore di quanti si sentono abbandonati dal mondo intero, umiliati e rinchiusi quando non anche ingiustamente accusati per qualcosa di cui non hanno alcuna colpa e spesso neanche ne comprendono il significato: vittime ignare del volere dei potenti, dai potenti derisi e ingiustamente accusati.
In questo momento Al Jazeera trasmette la notizia che il numero dei morti a Gaza è salito a 380 e i feriti sono oltre 1700: ma questa notizia arriva anche dai nostri mass media; quello che in Italia difficilmente viene sottolineato, come sempre accade quando si parla di Palestina, è quello che si cela dietro questo attacco di Israele, qualcosa che sembra essere più grande del pensiero della gente comune, qualcosa che difficilmente i milioni di persone nel mondo - che sono costrette a sacrificare la propria vita per il lavoro nel tentativo di poter vivere decentemente - non sono messe nelle condizioni di capire...perché troppo concentrate su se stesse come ci suggerisce il modello comune, perché senza tempo se non per riposare, perché ingannate dall'informazione e dalla politica. Questo “qualcosa”, come capita ovunque nel mondo, è l'interesse di pochi a danno di molti.
Passano le immagini di due cadaveri...non avranno più di dieci anni, due bambine; e allora la domanda è doverosa: perché la loro vita vale meno di quella di un uomo israeliano di mezza età o meno della mia vita o di quella di due bambine italiane di neanche dieci anni? Cominciamo a pensare che quelle due bambine siano le figlie dei nostri vicini di casa e che le bombe ci stiano cadendo a pochi metri dai piedi: sì, cominciamo a pensare, perché questa è l'unica soluzione a questa barbarie: noi; noi che viviamo nel mondo ricco abbiamo il dovere morale di darci una mossa quando quello che non vorremmo fosse fatto a noi, viene fatto ad altri. Finiamola di pensare, come la società ci vuol imporre, esclusivamente a noi stessi: anche se il tempo concessoci è poco e pare impossibile contribuire a un reale cambiamento, le parole “non cambierà mai nulla” non fanno altro che avvalorare questa affermazione; ricordiamo che siamo tanti e, anche se tutti con una propria idea del mondo, la finalità è comune, bisogna solo avere il coraggio di provare a raggiungerla.


Per sostenere la posizione di OmbrenelMondo contro l'attacco di Israele a Gaza vi chiediamo di scriverci le vostre impressioni in poche righe e saranno pubblicate on line e inviate a supporto della popolazione palestinese.
Potete inviare all'indirizzo: info@ombrenelmondo.org. (se ci autorizzare a pubblicare anche il vostro nome scrivete “autorizzo” in fondo all'e-mail.
Grazie a tutti per il supporto.

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